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Oggetto Argomento: primo maggio 2010, la nascita di Tobia Invia Risposta Invia Nuovo Messaggio
Messaggio inviato da alessia73 il 28 Maggio 2010 alle 2:00pm - IP Loggato
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alessia73
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11 Ottobre 2007
3462 Articoli
E’ venerdì, il 30 di aprile.
Appena sveglia mi accarezzo il pancione e mi domando quanto ancora dovrò aspettare la nascita di colui che al suo interno, vivacissimo come al solito, mi dà i calcetti del buongiorno. Dall’altra stanza sento un “Mammaaaaaaaaaaaa”, il buongiorno della figlia in carne ed ossa. Mi affaccio alla porta e mi accoglie il suo sorriso: “Guardiamo Heidi nel lettone?” “Mi spiace, oramai è tardi per Heidi, ti accontenti di un po’ di coccole?” La prendo in braccio nonostante la mole veramente notevole. Fuori splende il sole e al solito Emma mi chiede se Tobia nascerà quel giorno: da quando a inizio gravidanza le dissi che il fratello sarebbe nato con l’arrivo della bella stagione, non passa volta che faccia bel tempo e non me lo domandi. “Non so tesoro, lo deciderà lui”. Sono di 39 settimane e tre giorni, Emma nacque di 39+2 ma questa gravidanza risultava con una settimana di ritardo dalle prime eco, quindi immagino che stavolta non ci voglia fretta.
Pur non credendo molto nella possibilità della sua realizzazione il mio sogno sarebbe di partorire il PRIMO MAGGIO. Emma nacque in un altro giorno di festa tre anni e mezzo prima (il primo di novembre 2006), e il primo maggio del 1910 nacque il nonno paterno di mio marito, un caro vecchino morto da una quindicina di anni, a cui non solo Mario ma io stessa, ero molto affezionata. E’ da quando abbiamo scoperto questa cosa che io e mio marito fantastichiamo che il nostro secondogenito possa nascere quello stesso giorno chiudendo un cerchio di cento anni che da Paolini Giobbe conduca a Paolini Tobia (tra l’altro entrambi nomi biblici, e giuro ce ne siamo resi conto a scelta fatta). Sarebbero tutte non volute ma bellissime coincidenze, un po’ come il fatto che il mio primo parto sia avvenuto in un giorno dedicato al ricordo di chi non c’è più e quindi in un certo qual modo Emma sia stata una specie di regalo fattomi da mia mamma in cielo.
Accompagno Emma a scuola e al solito mi accoglie un coro di commenti che vanno dal “sei sempre lì???” al “ma che pancia enorme che hai!!!”, ormai ci ho fatto il callo e rispondo con frasi di circostanza.
Il programma della mattinata prevederebbe il corso gestanti in piscina, ma poi ripiego su alcune commissioni più prettamente commerciali da sbrigare in qua e là, fosse mai che poi non abbia occasione di occuparmene.
Alle 11.30 ho l’appuntamento settimanale dal parrucchiere, anche Emma la partorii con il capello fatto dal giorno prima, volesse essere di buon auspicio...
Il pomeriggio ho invitato una mia amica e sua figlia a giocare da noi in giardino (si occupa lei di prendere entrambe le bimbe alla materna), così posso permettermi di trascorrere il tempo che mi separa dal loro arrivo in relax sul divano, ne ho davvero bisogno perché oggi sono stanca morta.
La stanchezza della giornata mi fa anche rinunciare al prevista uscita-cinema della serata, caro Salvatores, mi spiace perdere il tuo film e forse non avere altre occasioni per vederlo, ma stasera alzo davvero bandiera bianca. Chiedo a Mario di addormentare comunque Emma al mio posto (solitamente lo fa solo quando esco) perché vorrei approfittarne per guardare in relax un film sul divano. Mario mi dice: “Riposati riposati che stanotte si parte … lo sai no che domani è il primo?” “Certo che lo so, ma stanca come sono mi auguro tutto fuorché di andare in ospedale stanotte, in queste condizioni non ce la farei ad affrontare un travaglio notturno come la volta scorsa, primo maggio o no ho troppo bisogno di recuperare energie”. Mario accompagna Emma a nanna, inizia il film, un mattone dei miei, ma rimango secca quasi subito. Mi trasferisco in camera verso l‘una e continuo a dormire di gusto fino al mattino.
Apro gli occhi alle sette e mi sento stranissima: ho crampi simil mestruali in fondo alla pancia e li percepisco anche verso la schiena… NOOOOOOOOOOOOOOOOOO, ricordo bene dalla volta scorsa, STA PER PARTIRE IL TRAVAGLIO!!!!!!!. Do un’occhiata alla sveglia e mi rendo conto che sono contrazioni già abbastanza regolari che si presentano ogni quarto d’ora circa. Vado in bagno perché sento di avere un po’ di perdite, che siano le acque????? Mi cambio il pigiama e mi metto un assorbente che effettivamente si bagna immediatamente, torno a letto e si sveglia anche Mario: “EHI, SE NON E’ UN FALSO ALLARME TOBIA NASCERA’ DAVVERO IL PRIMO MAGGIO COME VOLEVAMO…”, Mario si fa euforico, ma poi parte con le menate: “Allora che si fa? Si va in ospedale? Telefona a tuo padre che venga da Emma!!!” “Tranquillo, non ho fretta, vediamo come si evolve la situazione prima di cominciare ad avvertire, stavolta me la voglio prendere comoda e rimanere a casa il più possibile”. Lui non è chiaramente molto d’accordo (questi maschi fifoni!!!), ma non insiste per il momento. Un attimo dopo si sveglia anche Emma e ci raggiunge. Mi stringo forte a mia figlia e mi dico che probabilmente sarà l’ultima volta in tre nel lettone.
Faccio una ricca colazione: spremuta di tre arance e fette biscottate con la nutella… non è ciò che mangio di solito ma HO BISOGNO DI MOLTE ENERGIE PER IL LAVORO CHE MI ATTENDE!!! Inizio anche a prendere con maggior frequenza i rimedi omeopatici che sto utilizzando da qualche settimana e che dovrebbero favorire l’appianamento del collo dell’utero e aiutarmi a superare il dolore.
Chiamo mio padre senza mettergli fretta di arrivare, vesto Emma e riempio la vasca di acqua calda per farmi un bagno rilassante e tenere un po’ a freno l’adrenalina che sta salendo. Non metto roba profumosa dentro ma solo olio di mandorle… voglio che il bimbo che sta per nascere senta il vero odore di sua madre!
Mentre sono in ammollo controllo gli intervalli delle contrazioni (sono ogni dieci minuti) e rispondo agli sms di quel paio di amiche che ho deciso di avvertire. Mario ogni tanto fa capolino in bagno e comincia a stressarmi per andare in ospedale, alla faccia del compagno che dovrebbe aiutarti a rilassare!!!! Mi viene da pensare che era meglio se il travaglio partiva di giorno infrasettimanale con lui a lavoro…
Emma rientra in casa dal giardino con un mazzolino di margherite ed uno di “piscialletto”, il primo è per me, il secondo per il fratello, poi mi dà un bacio, ne dà uno al pancione e va via con mio padre.
Poco prima di mezzogiorno cedo alle insistenze di Mario: prendiamo il borsone e ci rechiamo in ospedale.
Mi presento alla guardiola delle infermiere dicendo che credo di essere in travaglio. Le infermiere si mettono a ridere perché dicono che dalla mia faccia felice tutto sembro fuorché una donna in preda ai dolori di parto. Mi fanno un tracciato: Tobia si muove tantissimo e le contrazioni ci sono, ma ancora piuttosto blande. E’ di turno il ginecologo che mi aveva fatto la eco dell’accrescimento un paio di mesi prima, mi fa una rapida visita: risulto di tre centimetri, il collo è appianato e il sacco ancora integro. Mi dice che volendo posso anche andare a pranzo a casa, ma che a regola prima della fine della giornata partorirò. Decido di rimanere: mi assegnano un letto e mi portano il pranzo, l’ostetrica inserisce i miei dati nel computer del reparto e mi chiede anche come si chiamerà il mio bambino, “Tobia Paolini” sussurro, mi fa strano che pur non essendo ancora nato sia già registrato coi suoi dati anagrafici in un pc. Mando Mario a mangiar qualcosa, mi auguro mi lasci un po’ da sola perché mi sento molto tranquilla ma lui tende ad agitarmi, in realtà dopo meno di mezz’ora è di nuovo lì con me.
Essendo un giorno festivo il reparto è un gran via vai di visitatori, io passeggio nei corridoi per aiutare Tobia nella sua discesa, ma la confusione mi disturba. Alle due ho una splendida sorpresa: inizia il suo turno di lavoro Simona, la giovane ostetrica che avevo conosciuto qualche giorno prima durante un tracciato e con la quale mi ero subito trovata molto in sintonia. Anche lei è felicissima di vedermi. Le chiedo se posso trasferirmi nella sala travaglio-parto dolce per rilassarmi meglio, lei mi dice che normalmente si passa lì in una fase più avanzata di travaglio ed io sono ancora indietro, ma siccome quel giorno non si hanno altre partorienti posso fare ciò che voglio… EVVIVA!!! LE PREMESSE DI QUESTA GIORNATA SONO OTTIME.
Ci trasferiamo così in quel bunker ovattato di un arancione rilassantissimo, l’avevo visitato durante il corso preparto e mi era piaciuto un sacco. C’è la palla, lo sgabello olandese, la liana, uno stereo con cd di musica new age, un cardiotocografo wireless, una poltrona ed un avveniristico lettino da parto tutto imbottito.
Per prima cosa l’ostetrica Simona mi chiede COME VOGLIO CHE SIA IL MIO PARTO: le dico che vorrei che fosse il più naturale e meno medicalizzato possibile, ho già deciso di non avvalermi dell’epidurale, non vorrei la rottura artificiale del sacco, vorrei il rispetto dei tempi della natura, vorrei essere lasciata in pace il più possibile , vorrei evitare l’episiotomia ed avere il taglio ritardato del cordone, vorrei avere mio figlio addosso immediatamente… mi dice che farà di tutto perché le mie volontà siano rispettate e io le credo, perché qualche giorno prima, subito dopo averla conosciuta, già mi dicevo che era l’ostetrica che avrei voluto facesse nascere mio figlio.
Mi invita a salire sulla palla e negli intervalli tra una contrazione e l’altra a trovare il mio movimento, ovvero quello che mi fa star meglio. Prova a massaggiarmi la schiena durante le contrazioni e visto che ne trovo giovamento insegna a Mario a farlo al suo posto. Mio marito è anche incaricato di porgermi ogni dieci minuti circa i globuli omeopatici che mi ero portata da casa, è molto scettico sulla loro efficacia, ma io gli dico che quanto meno sono riserve di zuccheri che mi danno energia. Ogni tanto passeggio, ma è sulla palla che sto più volentieri. Le contrazioni iniziano ad intensificarsi anche se non hanno ancora la regolarità e la forza di quelle davvero dilatanti. A un certo punto, poco dopo le tre, mi sento inondata da un liquido caldo… SI E’ ROTTO IL SACCO!!!! Simona mi chiede di potermi fare una visita e lì un po’ mi deprimo perché sono ancora di tre centimetri… cavolo mi dico, come è possibile che la dilatazione non sia andata avanti di una virgola? L’ostetrica mi tranquillizza dicendo che è tutto normalissimo e che di solito è dopo la rottura del sacco che parte il vero travaglio, se voglio posso anche aiutare il processo in vario modo, ad esempio con il massaggio dei capezzoli. Ok ci provo, ma faccio da sola, non oso chiedere a Mario, so che si imbarazzerebbe.
Le contrazioni toste arrivano sul serio, lo conferma anche il tracciato (non mi viene fatto in modo continuativo, ma solo ogni tanto e comunque il fatto che sia senza fili mi permette ogni libertà di movimento), ma il loro andamento continua ad essere altalenante e magari ad una molto forte e di lunga durata che raggiunge un primo apice, ha una fase decrescente e poi si riacutizza, ne segue un’altra brevissima e molto blanda. E’ CURIOSO COME RIESCA QUASI AD ESALTARMI DURANTE LE CONTRAZIONI Più FORTI E INVECE MI DISPIACCIA DI QUELLE POCO INTENSE, CHE ESSERE MAGICO E’ LA DONNA IN TRAVAGLIO!!! Per recuperare un po’ di energie provo a distendermi sul letto, ma in quella posizione mi sembra di spezzarmi in due quando arrivano… se penso a quante generazioni di donne sono state costrette a trascorrere l’intero travaglio in quella posizione, mi dico che hanno subito una crudeltà unica.
Provo a mettermi in piedi e ad afferrare la testata del letto ma anche così non va granché bene, torno sulla mia “amata palla” e sperimento la liana. Mettiamo un nuovo cd nello stereo, prima avevamo melodie rilassanti, adesso suoni della natura e nello specifico il rumore delle onde. Su invito di Simona cerco di visualizzare quello che sta accadendo nel mio corpo e vedo una sorta di cammino luminoso che dalla mia testa arriva al canale dove Tobia sta facendo la sua discesa, mi sento in perfetta sintonia con lui, è come se ci tenessimo la mano. Quando partorii Emma ricordo che invocavo mia madre e le chiedevo che mi sollevasse e mi aiutasse a contrastare il dolore, stavolta mi affido invece a me stessa e a mio figlio e non voglio contrastare un bel niente, piuttosto mi abbandono e mi lascio trasportare da quest’onda che mi travolge.
Dopo le 17 appare il ginecologo per farmi una visita, era dall’accoglienza in ospedale poco dopo mezzogiorno che non lo rivedevo. Risulto di cinque-sei centimetri (ma questo gine è un gigante con mani enormi e mi dico che saranno sicuramente sei…). Mi chiede se ho intenzione di fare l’epidurale, gli dico di no e lui non insiste.
Le due ore successive sono piuttosto impegnative perché siamo nella fase più tosta del travaglio e le contrazioni non mi danno tregua, però non ho neppure mezzo attimo di scoraggiamento, sento una forza incredibile dentro di me, mi attacco alla liana rimanendo seduta sulla palla, con Mario che dal dietro mi sostiene per non farmi cadere, INDUBBIAMENTE SE LO STA SUDANDO ANCHE LUI QUESTO FIGLIO!!! Lascio perdere per un po’ anche i globuli omeopatici perché mi nauseano con il loro sapore dolce, Simona nota con piacere come mi sia trasformata anche di aspetto, quindi mi chiede come senta le contrazioni, se siano di più sul dietro adesso, “Sì mi pare” sussurro.
Alle 19.15 ritorna il ginecologo per una nuova visita, raggiungo a fatica il lettino: “MA QUI LA DILATAZIONE E’ COMPLETA E SI SENTE LA TESTA, QUESTO BIMBO STA PER NASCERE!!!” Ho un attimo di panico perché mi torna alla mente l’infinita fase espulsiva del parto di Emma, il gine chiede di avvertire pediatria che oramai ci siamo e io mi dico scuotendo la testa: “Ma che li chiamano a fare se ad andar bene Tobia nascerà tra un paio d’ore come fece la sorella?”, Mario invece scappa a prendere la telecamera “perché una dimenticanza del genere mia moglie se la legherebbe al dito per anni”, ahahahah mi conosce proprio bene!!!!! Avevo pensato a un sacco di cose di questo parto ma non al modo in cui volevo far uscir fuori mio figlio, non mi va di provare lo sgabello olandese e neppure di mettermi carponi, se proprio non posso farlo sulla palla che tanto mi è stata utile per arrivare fino qui, lo faccio su questo avveniristico lettino da parto tutto imbottito (neppure lontano parente di quelli tradizionali metallici e freddissimi). Mi posiziono ma non riesco ad aprir le gambe “Faccia lei Alessia” mi dice il ginecologo sorridendo “ma in tanti anni di esperienza un figlio a gambe strette non l’ho ancora mai visto nascere…”
Arriva la contrazione e mi accingo a percorrere gli ultimi metri che mi separano da quella vetta che da nove mesi sogno di scalare, non mi viene da gridare, perché tutte le forze in mio possesso sono impiegate nella spinta. “FORZA ALE, FORZA ALE, FORZA ALE!!!” mi dico… la spinta è efficace ed esce la testa, anche se il resto del corpo rimane incastrato. Con la coda dell’occhio vedo il ginecologo che con il gomito si avvicina alla mia pancia… lo blocco con decisione “Faccio da sola grazie, aspetto solo la prossima contrazione”. E così è. ALLE 19.29 LA VETTA E’ RAGGIUNTA: Tobia piange immediatamente, mi sembra splendido e vitale, la fotocopia della sorella appena nata. La pediatra dice di volerlo visitare subito visto che è rimasto un po’ con la testa fuori e il corpo dentro, ma io mi oppongo, le dico che sta benissimo e vuole solo stare con la sua mamma. Mi stupisco della mia decisione e risolutezza, quando partorii Emma non sarei stata assolutamente capace di imporre il mio volere in quel modo, ma stavolta ho vissuto sin dall’inizio questo parto come UN QUALCOSA DI ASSOLUTAMENTE MIO e questa mia lucida consapevolezza ha fatto sì che TUTTO ANDASSE COME VOLEVO. Eh già, I SOGNI SON DESIDERI, MA RIESCONO ANCHE A DIVENTARE REALTA’ SE LI VOGLIAMO INTENSAMENTE E LOTTIAMO CON DECISIONE PER LA LORO REALIZZAZIONE. La pediatra non batte ciglio e si limita ad auscultare quel frugolino sporco e caldo mentre è abbarbicato sul mio petto, lui si stringe a me ed io mi stringo a lui e presa da questo doppio abbraccio mi viene da chiudere le gambe… il gine e l’ostetrica mi ricordano che ci sarebbe ancora la placenta da espellere, “Ah già, pensavo di essere in ferie ed aver già lavorato abbastanza per oggi ahahahah!!!” Il secondamento è quasi immediato, il taglio del cordone ritardato come avevo richiesto, non mi sono lacerata né ho avuto punti da episiotomia, cosa posso desiderare di più?
Mario avverte mio padre e i suoi genitori, tra poco arriverà anche Emma e io mi preparo mentalmente e fisicamente al suo arrivo. Voglio che mi veda al meglio e prima di distendermi sul letto del contatto pelle a pelle mi cambio la camicia da notte (quella con cui ho partorito è tutta macchiata).
Nel frattempo pesano Tobia: è 3kg460, 110 g meno della sorella alla nascita. Me lo rimettono addosso: immediatamente trova il mio seno e succhia voracemente, MI SENTO IN PARADISO… l’apice della felicità lo raggiungo però quando fa capolino nella stanza la testa riccioluta di Emma. Tante volte avevo immaginato quel momento e non potrebbe essere più magico. Non so decidere se sia stato più emozionante l’attimo in cui Tobia è sgusciato fuori da me o quello in cui Emma ci ha raggiunto, propendo forse per quest’ultimo.
ECCO LA DEGNA CONCLUSIONE DEL MIO PARTO SPLENDIDO: mentre Tobia è al mio seno destro Emma mi si accoccola dall’altra parte e inizia a contemplare il fratellino gridando “Amorino, com’è carino, com’è carino, grazie mamma!”, si informa se abbia pianto appena uscito dalla pancia (mi chiedeva spesso se piangeva nel pancione e io le dicevo che il primo pianto l’avrebbe fatto solo una volta uscito…), osserva i miei capezzoli scuri e pieni di escrescenze domandandomi perché hanno quei pallini sopra, e infine mi chiede se sia tornato il latte. Le dico di sì e prontamente si attacca al capezzolo libero. Dopo un nanosecondo si allontana facendo una faccia schifata e dice che il latte è “bleah”, le puppe le lascia a Tobia e lei si tiene il suo “amico neo” (il neo vicino all’ascella che mi tocca di continuo da quando si è svezzata dal seno a dicembre) ahahahah tutto è bene quel che finisce bene, non mi sentivo pronta ad un allattamento in tandem e ho la sensazione che quella frase segni un vero e proprio passaggio di testimone, avanti di tetta per qualche altro anno, ma con un nuovo “mastro ciucciatore”.

Messaggio inviato da pokemona il 28 Maggio 2010 alle 2:40pm - IP Loggato
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pokemona
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06 Dicembre 2007
2706 Articoli
Sapevo di trovare il tuo racconto anche qui!!!
In FB ho dovuto leggerlo a tratti con tante pause xchè i soci venivano a rompere i zucchetti x chiedermi le tessere, io li guardavo con gli occhi lucidi....
A casa stasera me lo rileggo in pace e tutto insieme, sensa soste!
Mi hai fatto sognare, ma anche un pò intristire....

Messaggio inviato da SiamoNoi il 28 Maggio 2010 alle 3:45pm - IP Loggato
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SiamoNoi
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02 Febbraio 2010
37 Articoli
Che bella storia Ale!!! A tratti mi sono commossa!!! Anche perchè non ho avuto la fortuna di avere un parto naturale...e la cosa mi ha fatto male fino a poco tempo fa, adesso me ne sono fatta una ragione...ma leggere di queste belle emozioni (quelle che anche io immaginavo e sognavo) mi riempie di gioia!!!

Messaggio inviato da kikko il 28 Maggio 2010 alle 5:02pm - IP Loggato
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kikko
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22 Marzo 2008
1649 Articoli
Cara Alessia, ... non ho parole ... la tua testimonianza è splendidamente emozionante e la commozione prendeva corpo ad ogni frase successiva ... permettimi di dirti che non stai nutrendo i tuoi figli solo con latte materno, ma con la tua vita di amore infinito ... e la bellissima Emma ne è testimone ...
Che meraviglia !
Ora lo rileggo un'altra volta ...

Messaggio inviato da ilebea il 30 Maggio 2010 alle 2:42pm - IP Loggato
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ilebea
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mirano
18 Gennaio 2008
756 Articoli
L'ho riletto anche qui e come su fb mi son commossa....grazie Alessia x aver condiviso con noi la tua MERAVIGLIOSA esperienza...grazie un bacio a te e ai tuoi due tesori!!!

Messaggio inviato da alecale il 30 Maggio 2010 alle 4:36pm - IP Loggato
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alecale
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04 Gennaio 2008
2392 Articoli
Fantastica Ale, semplcemente fantastici, tu Tobia e tutto il resto !!

Messaggio inviato da niki260805 il 31 Maggio 2010 alle 1:01pm - IP Loggato
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niki260805
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vigevano
30 Novembre 2007
415 Articoli
grande ale!!!!!!!!!! ci hai fatto aspettare quasi un mese ma ne è valsa la pena

Messaggio inviato da marycry il 02 Giugno 2010 alle 10:10pm - IP Loggato
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marycry
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campoformido
08 Giugno 2008
1004 Articoli
bellissimo racconto Ale...e non può mancare la voglia di rivivere quelle emozioni!

Messaggio inviato da Dolce*Mamma il 03 Giugno 2010 alle 12:03pm - IP Loggato
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Dolce*Mamma
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28 Dicembre 2007
1489 Articoli
Favoloso... non ho altre parole... solo qualche lacrimuccia che scende...

Greta

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