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Vizi e pregiudizi

Quante volte ci è capitato di giudicare un bimbo piccolo "viziato" perché tenuto troppo in braccio, o "soccorso" al primo pianto, oppure perché allattato oltre i canonici 6 mesi di vita? Quante volte siamo state a nostra volta accusate di "viziare" i nostri figli perché lasciati dormire nel lettone, allattati a richiesta, magari già grandicelli, o vezzeggiati e coccolati oltre il limite stabilito dal "senso comune" della nostra cultura occidentale, in nome di un'ipotetica autonomia e corretta educazione?

Questa rubrica, curata dalla psicologa perinatale Alessandra Bortolotti, intende fare chiarezza sui bisogni primari, oggettivi e universali di ogni bambino, sfatando i tanti - troppi - pregiudizi legati al soddisfacimento delle richieste dei nostri cuccioli, e alla volontà di ogni genitore attento e amorevole di mettersi in sintonia con le normali necessità del proprio piccino.


Il valore della maternità

"In nome del padre”:
inaugura il segno della croce.
In nome della madre
S’inaugura la vita.

Erri De Luca (1)

Nascita e cure prossimali come inizio della capacità d’amare

Sono stati utilizzati fiumi di inchiostro per definire adeguatamente cosa sia l’istinto materno e se sia presente in ogni donna.

Sogni e bisogni: cosa è normale aspettarsi da un bambino che dorme

I bisogni che sono stati compresi e appagati da piccoli
non chiedono più di essere risolti da adulti
(William Sears)

Fiumi di latte, correnti d’amore

Diremmo mai ad una mamma di smettere di carezzare, baciare, consolare suo figlio arrivati ad una certa età? “Ora tuo figlio ha due anni, smetti di consolarlo se pensi che ne abbia bisogno, è grande può bastare, sennò lo vizi..”

I bisogni dei bambini non sono vizi

Siamo in una società apparentemente civilizzata, eppure sfuggono a molti alcuni aspetti di base della fisiologia, cioè di ciò che è normale per ogni appartenente alla specie umana in uno stato di salute. Compresi i bambini e anche i neonati.

Esistono davvero i bambini viziati?

Quando nasce un bambino molti genitori si sentono raccomandare spesso di “non viziarlo” e di solito i comportamenti a cui si fa riferimento sono per esempio: tenerlo “troppo” in braccio, dormire con lui nel lettone, allattarlo a richiesta (si pensi al termine “svezzamento” che letteralmente significa togliere il vezzo, cioè il vizio) e correre al minimo segnale del bimbo anche se “tanto prima o poi smette”.


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